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Giuseppina Congiu

DIMENTICARE

In situazioni epiche succede,
se indebitamente l'anima gli cede,
che aleggi intorno all'Io delimitato
un'antica sconfitta,
un dolore accorato.
Remota è la richiesta di perdono
che tu presenti a me,
e non trova condono.
Non è ch'io non riesca a perdonare;
vivo questa mia vita intensamente
cercando invano di dimenticare.


FILO D'ARIANNA

Sto districando i fili della vita
mentre vado a ritroso
nel mio tempo,
cerco ed inseguo
il mio filo d'Arianna
per ritrovare te
dolce estupendo
amore che non c'è.


I COLORI DEL CUORE

sono quelli dei mandala
pieni di passione,
del celtico respiro
prigioniero dentro me
se non vivo di te.


IL CAOS

Se io potessi vivere il Presente
come lo sento quando non sono assente,
lo vivrei certo appieno, intensamente,
fino a sentirmi sazia veramente.
E per poter conservarne gli effetti
sicuramente dovrei darmi da fare,
impegnarmi davvero
ed uscire dal caos che circonda
inesorabilmente il mondo intero.


L'ESSENZA

Io avevo in me      
l'essenza dell'amore,
prima ancora che ti conoscessi;
ancor prima che concepissi
il desiderio d'averti.
Serbavo quest'essenza dentro me,
aspettandoti.
Ed un bel giorno
te ne ho fatto dono;
non ne ho serbato
neanche un po' per me,
l' ho riversato tutto su di te.
Quest'amore che ha preso la mia vita.
dandomi in cambio tanto quanto il niente;
ed ora mi ritrovo vuota e sola
senza un goccio d'amore da donare.


FANTASIA

Dimmi dov'è il tuo cuore,
in quale punto cardinale
o dentro quale fantasia;
andrò di corsa a prenderlo
perché diventi mio.

DISILLUSO AMORE

Avrei voluto,
con l'impetuosità del vento,
o come un fiume in piena,
essere dentro te,
esserti nelle ossa,
leggerci il mio nome.
Allora sì, che a ogni palpito
del tuo cuore,
a ogni tuo sospiro,
a ogni tuo sì,
avrei risposto vibrando
e nel profondo di te,
avrei urlato: "IO VIVO!"


LA MIA VITA

Potessi utilizzare una matita
per disegnare ciò che è stata la mia vita,
traccerei una linea verticale
un po' contorta, anche disuguale.
Inizialmente con dei tratti forti,
decisi,
che graffiarono l'anima ed il cuore;
in un crescendo
vette acuminate com'è la vita
quando non vi è l'estate.
Quando l'inverno rigido e pungente
T'entra nel cuore e anche nella mente,
che t'impedisce di dimenticare
il pesante fardello di dolore
che da sempre hai portato
nel tuo viaggio isolato,
che sempre le ginocchia fa piegare
ogniqualvolta tenti di dimenticare.

                                       


L'ACCETTAZIONE

Non per mia colpa o volontariamente,
semplicemente, io ti ho già perdonato;
ma non provo da tempo
quel che un tempo provavo,
e che per troppo tempo
tu da me hai aspettato.
Oggi ti voglio dire:
"Perché questo mio cuore
non debba più soffrire,
dovrei trovare un deserto di silenzio,
un'oasi di pace, un paradiso,
o ritagliarmi uno spazio di tempo
e provare il piacere di ritrovar me stessa.
Vorrei ci fosse in un di questo luogo,
se veritiero o virtuale non so;
- limite invalicabile per la mia sofferenza,-
l'accettazione di quel che è stato ed è".


PIOVVERO LACRIME

Piovvero lacrime
sul nostro amore
allargando
la chiazza del dolore
di un tempo che fu
inventato da un uomo
che non c'è più.

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